di Gian Maria Campedelli (per seguirci su Facebook clicca QUI)
"Il calcio ha significato troppo per me, e continua a significare troppe cose" - Paul Ashworth, da "Febbre a 90°", 1997.
Guarda la sfera rotolare impazzita, schizzare a pelo d'erba, mossa dal caso e dominata dal genio, e le migliaia di persone accalcate e sfrenate tutt'attorno: ambasciatori di uno sfrenato amore gridano al vento le loro laiche preghiere. Ammira il cielo, pare colorarsi d'odio, disperazione e sconforto, e poi esplodere in lampi di luce accompagnato da boati senza fine. Scruta i bambini, stretti nelle loro giacche addosso ai loro papà: segnano la continuità biologica e sociale di una favola senza fine, e nelle loro lacrime ribolle atavica la passione che con loro nasce e a loro sopravvive, in un immaginario denso di miti, sporco di fango e sangue, tanto impossibile da afferrare quanto impossibile da negare.